http://www.istat.it/it/files/2014/05/Rapporto-annuale-2014.pdf
Ieri l'Istat ha pubblicato il Rapporto Annuale 2014 sulla situazione del paese. Leggerlo tutto è da pazzi, ma lo si fa volentieri in alcuni casi.
Vorrei soffermare l'attenzione su due questioni principali, strettamente collegate fra loro.
Reddito minimo garantito
Importo mensile dei redditi pensionistici.
L'Istat propone caldamente al governo italiano di omologare l'Italia alle direttive europee che impongono di introdurre un sussidio monetario per le povere o a rischio povertà, che costerebbe un piano di finanziamento di 15.5 miliardi di euro.
La proposta dell'Istat si sovrappone quasi totalmente alla proposta di modifica n.7.0.1. al DDL 1120 prima firmataria Catalfo, ovvero il reddito di cittadinanza tanto promosso dal M5S. Ma tanto bocciato dal Governo.
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=724435&idoggetto=748715
Nel documento dell'ISTAT del 28 maggio 2014 viene affrontato anche il tema delle pensioni. Una semplice tabella descrive come al vertice di una piramide, 210.000 pensionati usufruiscono di un totale di 16.9 miliardi di euro e 690.000 pensionati prendono in tutto 30.3 miliardi di euro. Tutti questi pensionati, con pensioni di oltre 3000 euro al mese.
Alla base di questa piramide ci sono 2.205.000 pensionati, che prendono in totale 7.5 miliardi.
Facendo due calcoli, il primo gruppo costa 47 miliardi di euro. Il reddito di cittadinanza, o reddito minimo garantito (per non usare un termine pentastellato) costa 15.5 miliardi di euro.
Per eliminare dallo stato di povertà o rischio povertà milioni di famiglie italiane, basterebbe tagliare di meno di un terzo tutte le pensioni dei pensionati sopra i 3000 euro.
Di meno di un terzo tutte le pensioni over 3000 euro. Di meno di un terzo.
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