lunedì 9 giugno 2014

LA QUESTIONE DI FIDUCIA

È la settima volta, in circa 100 giorni dall’insediamento, che l’esecutivo guidato da Matteo Renzi ricorre alla questione di fiducia per ottenere il risultato, facendo infuriare le opposizioni e parte delle fronde interne dello stesso Partito democratico.

Ma che cos'è la questione di fiducia?

La questione di fiducia viene regolamentata per la prima volta nel 1971 alla camera nell'Art 116 r.C. come tramite per rinsaldare le file della maggioranza; dal 1980, con il presidente Cossiga la questione di fiducia diventa un mezzo antiostruzionistico, grazie alla priorità delle votazioni su cui è posta.

Nella pratica politica tale strumento viene usato dal Governo per compattare la maggioranza parlamentare che lo sostiene o per evitare l'ostruzionismo dell'opposizione.

Ponendo la fiducia, tutti gli emendamenti decadono e la legge deve essere votata così come è stata presentata. Nel caso in cui il Parlamento respinga la questione di fiducia posta dal Governo, quest'ultimo è considerato privo della fiducia della Camera/Senato e pertanto è tenuto a rassegnare il mandato nelle mani del Capo dello Stato. Va inoltre ricordato che tale istituto giuridico, compattando la maggioranza cerca di annullare i franchi tiratori che si nascondono dietro il voto segreto.

In altre parole? Una forma di dittatura legalizzata. Se questa diviene il mezzo politico principale per far votare le leggi proposte dalla maggioranza ed evitare qualunque forma di dibattito o modifica.

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